Tutti parlano dell'anima - Giorgio Antonelli

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Pubblicazioni > Testi brevi

Presentazione di:


Aristotele, Anima, a cura di Giancarlo Movia. Milano, Rusconi, 1996




(in Giornale Storico di Psicologia Dinamica, 42, Liguori, Napoli, 1997)




L'anima non pensa mai senza immagini. Inizia anche così, nel segno incancellabile della parola di Aristotele, la storia della psicologia. Joyce sarebbe d'accordo. L'anima è in qualche modo tutto ciò che è.


Lo scrive, l'irlandese, citando lo Stagirita, nel secondo capitolo dell'Ulisse, capitolo intitolato a Nestore, l'eroe saggio, e dedicato alla storia, alle figlie della memoria di Blake, a Vico, all'incubo di Stephen Dedalus, Joyce da giovane, che insegna nella scuola del signor Deasy e pone domande su Pirro.


La psicologia nasce qualche annetto prima del laboratorio scientifico di Wundt. Il testo curato da Augusto Illuminati (Averroè e l'intelletto pubblico. Antologia di scritti di Ibn Ruschd sull'anima. Roma, manifestolibri, 1996, pp. 221, £18.000) è un esempio eccellente della vitalità della psicologia aristotelica.


Sulla scia di Platone e Aristotele tutti parlano dell'anima. Lo fanno i commentatori di Platone e di Aristotele, tanto per cominciare, Plotino, Alessandro d'Afrodisia, Temistio, Averroè etc. e, per saltare indebitamente a tempi più vicini, prossimi, lo fanno Jung, Hillman, Galimberti, Susanna Tamaro, Maria Zambrano. Tutti parlano dell'anima. Tutti parliamo dell'anima. Tutti siamo parlati dall'anima. L'anima parla, dunque esistiamo. C'è addirittura chi, è il caso di Ian Hacking, la riscopre. Plotino ne aveva dette le difficoltà, Galimberti ce ne racconta i paesaggi. E via dicendo. Parliamo dell'anima, dunque esistiamo. Esistiamo, dunque parliamo dell'anima. Anima: lei, lei, lei e nessuna altra lei che lei.

 
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