Melanie Klein - Giorgio Antonelli

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Melanie Klein sul silenzio


 
M. Klein afferma che spetta allo psicoanalista attribuire senso al silenzio dei propri pazienti. Ciò si applica sia agli adulti sia ai bambini.

M. Klein ritiene che al paziente vada concesso un tempo di silenzio nel quale possa superare le sue difficoltà a parlare. Se il silenzio si prolunga (ad esempio per 15-20 minuti), i suoi motivi vanno interpretati. E i suoi motivi possono anche aver a che fare con la seduta precedente. Osservazione, quest'ultima, che era stata formulata, da Imre Hermann, allievo di quel Ferenczi che aveva iniziato la Klein alla psicoanalisi.

Non tutti i silenzi, però, vanno interrotti con una interpretazione. Tali sono i silenzi che esprimono soddisfazione, piacere di stare con l'analista e quelli in cui il paziente sta tentando di scoprire qualcosa di sé.

Dare un senso al silenzio dei propri pazienti equivale in qualche modo a quello che Bion chiamerà il sognare l'analisi da parte dell'analista.


(tratto da "I silenzi e la psicoanalisi". Rassegna bibliografica a cura del Centro Studi di Psicologia e Letteratura, coordinata da Giorgio Antonelli, in Giornale Storico di Psicologia Dinamica, Napoli, Liguori, 43, 1998)


 
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