Cosa è uno psicoterapeuta - Giorgio Antonelli

Vai ai contenuti

Menu principale:

Pubblicazioni > Articoli


Cosa è uno psicoterapeuta




(in Giornale Storico del Centro Studi di Psicologia e Letteratura, 2, Giovanni Fioriti Editore, 2006)




(Estratto)


Il nostro essere liberi coincide con il nostro essere anime. Specchi viventi. Indistruttibili. Almeno per il tempo dell’analisi. Perché il tempo dell’analisi contiene tutto il tempo. Perché di tutto il tempo in analisi si dà specchio. E perché l’analisi è luogo di forza, di passaggio di forze. C’è una forza del setting. C’è una forza che si sprigiona dall’incontro. Specchio e forza qui si corrispondono. Convengono. Conversano. Tra paziente e analisi, tra paziente e il terzo dell’analisi, (perché c’è un quarto, che tiene tutto, di cui dirò presto), lo psicoterapeuta occupa il luogo di mezzo.


Se l’analisi è l’attraversamento di una forza, la sincrona rêverie di due promeneurs solitari, lo scioglimento di un confine dell’Io, il decostruirsi di un’abitudine, il venir meno di una sofferenza che il paziente difende a oltranza, lo psicoterapeuta, facendosi attraversare, sciogliendosi, fa in modo che l’analisi sia. Perché l’analisi sia, lo psicoterapeuta deve essere. Non fare. Essere, prima che fare. Deve essere quella non-azione che si compone di attraversamenti, di occulti processi, Okkulte Vorgänge come li ha chiamati Helene Deutsch. Essendo, essendo attraversabile, essendo scioglibile, lo psicoterapeuta mantiene la dynamis, la potenza dell’analisi, il suo fuoco, l’esser liberi che nel setting analitico si consuma come un essere anime.


Se è vero, come sostiene Carotenuto, che un essere umano può considerarsi veramente libero solo quando il suo corpo e la sua anima gli concedono ciò che sembra impossibile, allora è di questo che si tratta nel setting, dell’impossibile, anche dell’invisibile, dell’invisibile potenza di movimenti sottili. È allora con questo che si misura l’essere dello psicoterapeuta. Quell’impossibile e quell’invisibile sono della stessa sostanza di quanto nomino come attraversamento. Il corpo s’apre, e anche l’anima è aperta, e niente ferma niente. Questo propriamente, radicalmente è analisi: lo sciogliersi. Lo psicoterapeuta serve lo sciogliersi.

Lo sciogliersi è invisibile. Ergo, lo psicoterapeuta serve l’invisibile.

 
Torna ai contenuti | Torna al menu