Fairbairn sul sogno - Giorgio Antonelli

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Fairbairn sul sogno


Per Fairbairn il sogno rappresenta un fenomeno schizoide universale. Fairbairn rigetta la tesi del sogno come esaudimento mascherato di un desiderio rimosso, rigetta la tesi dell’esistenza di una pulsione di morte e parla di un Io, di cui la libido è funzione, come di una struttura alla ricerca dell’oggetto.

La struttura egoica di cui parla Fairbairn è scissa in tre Io separati connessi a tre oggetti interni, l’Io centrale (cosciente), connesso all’oggetto ideale (ideale dell’Io), l’Io libidico (rimosso), connesso all’oggetto eccitante, e l’Io aggressivo e persecutorio (rimosso), il cosiddetto sabotatore interno, connesso all’oggetto rifiutante o antilibidico.

È di questo sestetto, tre Io con i rispettivi tre oggetti, che Fairbairn ritiene siano sostanziati i sogni. I quali, scrive, sono “la drammatizzazione o short (in senso cinematografico) di situazioni esistenti nella realtà interiore. In altri termini “le situazioni raffigurate nei sogni rappresenterebbero relazioni esistenti fra strutture endopsichiche” e ciò vale anche per le fantasie diurne.
 
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