6 Movimento originario analisi - Giorgio Antonelli

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6. Il movimento originario dell'analisi




Estratto


All'inizio dell'analisi, e dell'analisi junghiana, si staglia una frase, anzi un enigma di Jung, un pronunciamento dal sapore presocratico, eracliteo, odoroso di oscurità, avido di vie e avido di territori. La frase si trova in una delle sue lettere scritte in vecchiaia e suona:

«Man wird zu dem, was in der Mitte geschieht».

Che significa: Si diventa ciò che accade nel mezzo. Cosa vuol dire Jung? La lettera reca la data 23 febbraio 1956 ed è indirizzata a Eugen Böhler, professore di economia a Zurigo. Interessato anche alla psicologia dell'economia, Böhler intrattiene con Jung relazioni d'amicizia. Una delle domande da lui rivolte allo psicologo svizzero suona: cosa si fa con gli archetipi? Jung, secondo lui, dovrebbe scrivere un lavoro sugli archetipi. Un possibile modo, per Böhler, di superare il tremendo impatto causato dalla morte della moglie. Jung si mostra però di diverso avviso. Cosa gli individui facciano con gli archetipi è pressoché irrilevante. Ben più importante è quello che la storia dell'umanità ha da dirci a loro riguardo.

Nelle sue lettere Böhler trascrive anche ciò che sogna e Jung risponde con brevi interpretazioni. La frase sopra riportata si riferisce appunto a uno dei sogni di Böhler. Nel sogno in questione un lago pullula di pesci che si fronteggiano. Il sognatore si trova in grande difficoltà fino al momento in cui lascia che i pesci si divorino l'un l'altro. Nel suo breve commento Jung afferma che alla fine non rimane altra alternativa se non quella di assumere i conflitti sulla propria persona «cessando di identificarsi ora con una parte ora con l'altra». A questo punto segue la frase sopra riportata «si diventa ciò che accade nel mezzo». E' a questo punto, continua Jung, che ci si trova nel flusso e allora c'è bisogno del coraggio di un guerriero. La lettera termina con un accenno allo studio che il fondatore della psicologia analitica ha condotto sullo scritto gnostico Vangelo di Verità allora ritenuto opera di Valentino. Questa l'occasione della frase enigmatica di Jung.

 
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